Albicocche

Nemmeno il tempo di gustare la marmellata di ciliegie, quest’anno veramente ben riuscita, che bisogna rimboccarsi le maniche per una nuova impresa marmellificatoria. Poco lontano da casa in un terreno abbandonato c’è un albicocco enorme che non viene potato chissà da quanto. Districarsi in mezzo a quella fitta trama di rami che arrivano fino a terra non è stato facile e qualche maglietta, ridotta a colabrodo, è stata sacrificata, ma ne è valsa la pena: albicocche grosse come mele che sapevano di vaniglia.

A differenza delle ciliegie farsi un’abbuffata di albicocche è abbastanza arduo e dopo la quarta cominci a sentire un senso di sazietà che difficilmente ti fa andare oltre la sesta.
E così è cominciato il trasporto delle albicocche dal terreno al campo base, in discrete buste per evitare gli sguardi curiosi dei vicini che comunque ci guardavano perplessi.

Questa volta abbiamo sperimentato due ricette. La prima, più tradizionale, con 800 grammi di zucchero semolato per ogni chilo di albicocche, per i golosi e per chi non vuole rinunciare al colore arancione intenso della marmellata.
L’altra, per chi non vuole farsi del male ogni volta che fa colazione, con 500 grammi di zucchero integrale di canna per ogni chilo di albicocche.

Lo zucchero integrale a differenza di quello bianco ha una sua personalità, un sapore e un colore, che inevitabilmente finiranno nella marmellata. Questo può piacere o no, io devo ancora farci l’abitudine.

Il procedimento è uguale per entrambe le ricette, quindi mettete a cuocere le albicocche con un bicchiere d’acqua finché non si saranno sciolte. Aggiungete lo zucchero e schiumate ogni tanto. La cottura per due chili di albicocche a fiamma bassa dura all’incirca due ore.

Fate attenzione a non lasciare attaccare la marmellata sul fondo altrimenti i pezzettini bruciati li ritroverete a galleggiare in mezzo alla marmellata.

Per togliere le incrostazioni tremende di marmellata sul fondo della pentola o sul piano cottura non servono supermegasgrassanti al plutonio. Basta lasciare l’incrostazione a mollo nell’acqua per una notte, andrà via così facilmente che vi commuoverete.

E siccome le albicocche erano tante ed eravamo abbastanza stufi di marmellate (30 chili di ciliegia e 20 di albicocca possono bastarci per un paio d’anni) una parte del raccolto è finito a seccare sotto il sole.

Ho steso sopra un canneto le albicocche aperte senza nocciolo, è importante che la frutta prenda aria sia sopra che sotto altrimenti comincia a marcire. Le ho ricoperte con una zanzariera per evitare le visite di insetti e uccelli e le ho lasciate al sole. Dopo circa una settimana le albicocche avevano perso ogni traccia di succo e somigliavano solo vagamente a ciò che erano state sette giorni prima. Non ho assolutamente idea di come faccia l’industria a mantenere le albicocche seccate, morbide e arancioni.

Per evitare che le albicocche secchino ancora bisogna chiuderle in un barattolo cercando di infilargliene il più possibile. Prima di consumarle si possono sbollentare per farle rinvenire un po’.

Con la mia bella scorta di marmellate e frutta secca avrò l’impressione di portare con me in inverno un pezzo d’estate, e sarà molto triste.

«L’uomo non vive solo di beni e servizi ma della libertà di modellare gli oggetti che gli stanno attorno».

Ivan Illich, Convivialità, 1973.

  5 commenti per “Albicocche

  1. Luisa
    30 luglio 2012 alle 15:05

    Ho ancora memoria di quella bella scorpacciata di gruppo..bellissimi ricordi! Le albicocche che volevi realizzare tu si fanno essiccare nel forno a bassa temperatura, mia nonna una volta le ha fatte. Guarda questo procedimento dovrebbe essere più o meno quello adatto. Mi mancate, un abbraccio e buona estate 😉

  2. 30 luglio 2012 alle 15:13

    L’idea di tenere il forno accesso 5 ore mi angoscia molto e poi che senso ha se comunque si devono tenere 5 giorni al sole, le tieni un giorno in più e risparmi sulla bolletta.

  3. Luisa
    30 luglio 2012 alle 18:39

    Ah questo sicuramente ahaha : D
    Comunque la foto delle albicocche stese ad asciugare sul canneto è fenomenale..baci

  4. Maya
    2 agosto 2012 alle 12:47

    Chissà se con qualche antiossidante (ovviamente naturale) si riesce a mantenerne un po’ il colore?

    Forse si può provare a spruzzarci sopra un po’ di succo di limone, o a immergerle per qualche minuto in limone+acqua prima di metterle al sole.

    Mi domando quale sia la funzione del bicarbonato nella ricetta che ti ha suggerito Luisa. Servirà solo a disinfettare o sarà quello il segreto per avere delle albicocche belle da vedere, oltre che buone?

    (il forno acceso 5 ore non è il massimo… con quello a gas si potrebbe provare, ma probabilmente il fatto di non poterne regolare la temperatura è un problema)

  5. 2 agosto 2012 alle 20:28

    Sarebbe il caso di provare sia con il limone che con il bicarbonato, ma bisogna aspettare le prossime albicocche 🙁

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *