Come farsi una libreria (e vivere infelici)

Tra le chiavi di ricerca più gettonate, da qualche tempo vi è “come costruire una libreria” e similari1. Tutta colpa di quel post ove progettavo, calcolavo e quasi immaginavo la libreria dei miei sogni – o dei miei incubi. Ebbene, essa prese forma negli ultimi dieci giorni.

io spennello

Non fornirò istruzioni dettagliate ma offrirò validi suggerimenti a dei miei eventuali emuli. Il primo è: compràtene una già bell’e fatta. Magari una di seconda mano – sapete, la gente deve trovare posto per il tv al plasma da trentatrè pollici e quindi compra la “parete attrezzata” (cioè il mobile con l’enorme buco centrale per il televisore e altri pertugi per casse, amplificatori, decoder, registratori e quant’altro) che andrà a prendere il posto della vecchia libreria in fòrmica e truciolato che conteneva il corso di taglio e cucito della mamma, la collezione decennale di Quattroruote di papà, i libri delle medie di genitori e figli, gli album fotografici, le cartoline, le videocassette, le bomboniere dei cugini vicini e remoti, qualche numero sparso di Panorama e Tv Sorrisi e Canzoni e of course dei libri (ma tutta roba di bancarella da tremila lire: “I Malavoglia” o i “Promessi Sposi”, “Il ritratto di Dorian Gray”, “Delitto e castigo” – ma solo il primo volume –, “Cucina al microonde”, “Pesce: come cucinarlo”, “Bricolage per tutti” eccetera).

io avvito

Secondo suggerimento: servono gli attrezzi giusti. Anzitutto una sega circolare (indispensabile per tagli diritti!); poi dei morsetti, un regolo (o sia una lunga tavola di alluminio diritta: funge da guida per i tagli), un blocchetto con carta vetrata, martello, pialletto, pennelli di setola, stucco, trapano con punte da legno, cacciavite (o meglio avvitatore elettrico, o almeno set di punte per il suddetto trapano), strettoio, squadra e qualcos’altro da poco che mi sfugge2. Terzo suggerimento: i materiali – la sostanza. Ho dato forma a: fogli di multistrato di pioppo da 20 mm (ne ho presi due da 252 x 187 cm – ho avuto delle rimanenze – per una spesa di 100 €), bordini di legno piallati (ho preso undici listelli da due metri e mezzo di “koto”, se ben ricordo, da 20 mm – ovviamente – spendendo 18 €), impregnante del colore preferito (ho dato due mani di amaranto consumandone alla fine ben quattro barattoli da 0,750, per un ammontare di 48 €), finitura protettiva trasparente (mi sono bastati due barattoli di quella opaco “effetto cera”: costo: 20 €), viti autofilettanti da legno (nel mio caso un pacchetto da me riempito al Brico Center di circa centocinquanta viti3 d4,5 x 50 mm, battuto per sbaglio a 4 €), chiodini sottili di acciaio da zoccoletto (un pacchetto da 2 €), colla vinilica per legno (avevo un barattolo rimasto da un precedente lavoro, ma consideriamo ugualmente 4 €), tasselli e cerniere (per fissarla al muro: 3 €). Totale: 199 € (volendo ignorare le spese per gli strumenti che, se non altro, rimangono – inutilizzati?).

Ossidia e libreria

Se né prezzo né tempo (una trentina d’ore, credo, ma probabilmente molte più) vi hanno dissuaso, ecco il quarto suggerimento: progettate per bene. Le misure sono importanti4. La struttura ancor più: è vero che il multistrato è molto resistente, ma non pretenderete che non s’incurvi sotto il peso d’una fila di due metri di libri5! Come avrete capito, mi sono ispirato a una struttura muraria. Mi è sembrato il modo più esteticamente piacevole – oltre che il più architettonicamente funzionale – per tenere su una struttura da due metri per due6.

Il quinto suggerimento è un monito: non aspettatevi un prodotto commerciale – o sia levigato ai gusti della massa. Qualche discrepanza millimetrica sarà inevitabile (non siamo mica falegnami con un bel banco da lavoro!); inoltre a me l’impregnante ha alzato il pelo del legno (già ruvido di suo: il pioppo non è mogano…), cosicché la superficie non è perfettamente liscia ma ha mantenuto un che di grezzo, di legnoso. (Poveri libri, dovrò stare attento a come li inserisco ed estraggo…)

libreria riempita

L’ultimo suggerimento è un breve ricapitolare le fasi. Lascio molto alla vostra immaginazione, ma più o meno ho proceduto così: ho tagliato le tavole su misura, ho scartavetrato i bordi e gli spigoli troppo grezzi (poca cosa, in verità), ho applicato il bordino con colla e chiodini, ho stuccato i buchini dei chiodini, ho dato due mani di impregnante, ho rifinito con due mani di lucido, ho trasportato le varie tavole nella stanza di destinazione, ho fissato il tutto con viti (man mano trapanando il foro e avvitando la vite, controllando sempre il retto procedere con squadra e livello) e infine ho assicurato la costruzione alla parete con dei tasselli. L’ultima fase l’avete già intuita nella gif animata soprastante: riempimento selvaggio!

io soddisfatto

L’importante – l’impellente – era togliere i libri dalle buste e dagli scatoli. Seguirà la sistemazione degli stessi secondo il criterio che riterrò7 – più opportuno. Ma di questo ne parleremo un’altra volta…

Davide Tomasello nasce a Catania nel 1982. Cresce sull’Etna, poi si sposta negli Iblei, dove condivide letto e tetto con Simona. Ama la sapienza, ma resta fedele al dubbio – in ciò è filosofo. Ha collaborato con Sitosophia, Sicilia Libertaria e Caruana Mundi e ha fondato Neurogramma e Casa Filosofica. Il resto è sul suo sito.

  1. Compresa l’improbabile “come aprire una libreria”… []
  2. Tipo la matita per segnare tagli e buchi… []
  3. Ne ho usate 120. []
  4. Benché abbia commesso l’errore di fare i ripiani alti 28 cm: abbastanza per qualsiasi libro, ma un pelo troppo corti per tesi, fumetti e monografie d’arte… []
  5. Probabilmente non si sarebbe incurvato, almeno nel breve tempo, ma dopo qualche tempo l’effetto barca si sarebbe incrementato sempre più… []
  6. Per l’esattezza larga 192 e alta 214 cm. []
  7. O riterremo: la consorte si sta attivando soprattutto in questa fase estrema… []

  19 commenti per “Come farsi una libreria (e vivere infelici)

  1. 1 settembre 2009 alle 19:51

    E l’infelicità del titolo? Beh, si riferisce a varie consapevolezze: quella di dover costruire un’altra libreria perché in questa non ci sono entrati tutti i libri; quella di avere troppi libri, ma al contempo troppo pochi; quella di avere troppo poco tempo (quanti ne rimarranno non letti a vita?); quella che i libri si rovineranno; quella che chissà cosa ci riserva il futuro – da questa (in)consapevolezza ogni infelicità.

  2. CarmeloTomasello
    1 settembre 2009 alle 20:07

    complimenti sei stato bravissimo,compresi tutti gli accorgimenti!! 😉

  3. Beax
    1 settembre 2009 alle 20:09

    bello anche il colore…ma perchè non la facevi poco più alta da coprire l’incavatura del muro??

  4. 1 settembre 2009 alle 21:13

    Grazie a tutti!

    P.S. Non l’ho fatta alta quanto la nicchia in modo da avere spazio per mettere qualcosa sopra la libreria (piante, luci, bambole…). E comunque mi sarebbe venuto troppo scomodo montarla…

  5. 1 settembre 2009 alle 22:06

    Una spettacolare libreria. Bravissimo.
    (Gradito sarebbe zoommata sui i vari reparti della suddetta, per carpire titoli e criteri di accostamento).

    • 1 settembre 2009 alle 22:16

      Grazie anche a te.

      P.S. Ancora non ho adottato nessun criterio. Devo ancora pensarci. Quanto ai titoli, oggi ho cominciato a catalogare tutti i libri (quelli che hanno trovato spazio sono 633…). Magari dopo li metterò su Anobii, o qua da qualche parte…

  6. 1 settembre 2009 alle 23:02

    aspetto anche io tour visivo sulle sezioni della libreria….i miei complimenti per le capacità artigianali.

  7. 2 settembre 2009 alle 10:34

    Bravissimo! Sono curioso di saper che criteri usi per la classificazione. Mi ha sempre affascinato vedere come gli altri dispongono i libri. dice qualcosa della personalità, credo.
    Io divido in base ai generi: fantascienza, classici, scienza ecc. Ma ho visto gente che li dispone in base all’editore, serie, altezza o colore.

  8. 2 settembre 2009 alle 10:55

    Ti invidio.

  9. Miryam
    2 settembre 2009 alle 20:45

    Nulla da dire…Complimenti per la tenacia e il risultato davvero soddisfacente 🙂 hai un futuro come falegname!

  10. 2 settembre 2009 alle 21:28

    Grazie ancora a tutti…

    @Fabristol: anch’io li ordinerei in base al genere, per quanto possibile (neuroscienze, antropologia, classici greci ecc.), ma la consorte li vuole per casa editrice. Come nelle librerie più commerciali. 🙁 (Io terrei per editore solo la collana dei Meridiani e i Piccola Biblioteca Adelphi…)

    @Miryam: la falegnameria è senz’altro una via più praticabile dell’insegnamento. E credo paghi (e appaghi?) anche di più.

  11. 2 settembre 2009 alle 22:43

    “ma tutta roba di bancarella da tremila lire”

    Non solo.

    Io per esempio nella casa vecchia avevo una intera zona occupata da 1984 copie del prezioso albo “Una storia italiana”.

    Potrei anche metterle in bagno; aiuta.

  12. 2 settembre 2009 alle 23:20

    Ah, quell’albo! Io ne raggranellai solo tre copie… 🙁

    A colonizzare il bagno non ci ho ancora pensato: sono tipo da defecatio brevis… 😆

    (E comunque sì, il mediodensit è meglio per le casse.) 😉

  13. 4 settembre 2009 alle 13:15

    Ma è bellissima! I miei libri sono ancora nelle scatole in attesa di una meraviglia simile alla tua.

    • 4 settembre 2009 alle 20:20

      Ah, quanto tempo i miei sono rimasti dentro buste a loro volta dentro scatoli! Pensa che molti titoli avevo dimenticato di possederli (infatti ne ho alcuni doppioni, per errore…); inoltre posso finalmente stimare la mole di carta da macero da lettura che posseggo… 😛

  14. Alessandra
    17 settembre 2010 alle 19:05

    Bè, sei stato veramente bravo ed il risultato lo dimostra.
    Secondo te, se io acquistassi un kit per libreria da Ikea (una di quelle finite da entrambi i lati così da poter esser usate anche come divisorio), sarebbe possibile segarla in due dividenda in due librerie uguali di metà spessore o il taglio sbeccherebbe la superficie? E’ che ho problemi di spazio ed uno spessore di 20 cm sarebbe ottimale 🙂

  15. 21 settembre 2010 alle 15:03

    Ciao Alessandra, grazie dei complimenti.
    Purtroppo non ho mai avuto esperienze coi mobili Ikea (da queste parti aprirà tra qualche mese, pare). Credo che, essendo fatte in truciolato o materiale simile, il taglio non risulterebbe ottimale; tuttavia, se la parte tagliata aderirà al muro e verrà nascosta dai libri, il risultato potrebbe essere accettabile. Semmai la rogna è tagliare uno per uno e quanto più precisamente possibile i vari pannelli – ammesso, tra l’altro, che mantengano, dopo il taglio, un numero di punti di sostegno sufficiente…
    Ad ogni modo, in giro per la rete vi sono un sacco di siti dedicati all’Ikea hacking… Potresti dare un’occhiata là: ne sapranno certamente più di me. 😉

  16. Laura
    7 marzo 2011 alle 12:59

    Queste sì che sono soddisfazioni nella vita!!! Ben fatto 🙂

  17. 7 marzo 2011 alle 13:53

    Grazie cara! (Ormai è una soddisfazione reiterata: ogni estate mi rendo conto che mi occorre una libreria nuova… e mi rimetto all’opera).

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