Sapone autoprodotto

Cominciare a prodursi il sapone da sé vuol dire fare un grosso passo in avanti nell’ambito  dell’autoproduzione. Il sapone autoprodotto ti permette infatti di abbandonare per sempre non solo bagnoschiuma e shampoo – e in parte pure le creme detergenti – ma anche detersivo per piatti e per bucato. Si tratta quindi di una piccola rivoluzione domestica: non avrete più tutti quei flaconi da acquistare e poi buttare, e soprattutto non avrete più tutt’intorno e addosso a voi quei forti odori sintetici di fiori che non esistono. Scoprirete qual è il vero profumo di pulito e le lenzuola della vicina che odorano prepotentemente di Dash e ammorbidente vi metteranno la nausea.

Se siete pronti ad un tale passo sarò ben lieta di introdurvi nel meraviglioso mondo del sapone faidate, dove non si finisce mai di imparare e di sperimentare nuove ricette. Non potrò certo dirvi tutto, ma alla fine di questo post troverete link utili per approfondire l’argomento.

Nei miei post vi parlerò del metodo a freddo, molto più veloce e semplice di quello a caldo che era il metodo utilizzato dalle nonne che cuocevano il sapone per diverse ore in grandi calderoni.

Gli strumenti

Innanzi tutto bisogna procurarsi un po’ di materiale indispensabile per fare il sapone: una pentola capiente di acciaio, un pentolino sempre di acciaio, un cucchiaio, una ciotolina di plastica ed un frullatore ad immersione (ne basta uno da pochi euro, non per forza dovete comprare il moulinex), tutte cose che userete solo ed esclusivamente per fare il sapone. È indispensabile che le pentole siano di acciaio e non di alluminio perché quest’ultimo reagisce con la soda.

Poi serve un termometro digitale (quello utilizzato dai cuochi per controllare la temperatura dell’arrosto), una bilancia digitale, dei contenitori in tetrapak, mascherina, occhiali e guanti.

Non bisogna trascurare la questione sicurezza perché avrete a che fare con la soda caustica che è abbastanza pericolosa. Parlo per esperienza, io che, da perfetta incosciente, le prime volte facevo il sapone senza protezioni. Questo finché una goccia d’acqua e soda non m’è finita sulla palpebra provocandomi una piccola bruciatura. Da quel momento io faccio il sapone conciata così.

Ricordate comunque che la soda diventa cattiva solo a contatto con l’acqua (basta l’umidità delle mani) e che per annullare i suoi effetti corrosivi basta bagnarla con qualcosa di acido. Sarà buona norma quindi tenere accanto a voi mentre fate il sapone una bottiglia di aceto. Se per sbaglio un po’ di soda va a contatto con la vostra pelle bagnatela prima con l’aceto e solo dopo con l’acqua.

La ricetta

Adesso che vi ho terrorizzato abbastanza possiamo passare alla ricetta vera e propria. Partiamo con una ricetta base: il sapone all’olio d’oliva che potete usare per la doccia e per il viso.

Ecco gli ingredienti:

1000 g olio d’oliva

128 g soda caustica

300 g di acqua

Questa ricetta ha uno sconto di soda del 5%, in questo modo una piccola parte di olio (il 5% appunto) non si convertirà in sapone ma resterà libero in modo da rendere il prodotto finale più emolliente.

La soda caustica la trovate nei negozi di ferramenta mentre l’olio d’oliva procuratevelo tra gli scarti e i residui di recipienti di amici e parenti. Non importa se si tratta di olio vecchio anche di anni, ciò che conta è che sia puro olio d’oliva e che sia stato conservato bene.

Procedimento

Dopo aver indossato tutto quello che serve per proteggervi, cominciate col pesare la soda versandola nella ciotola. I grammi devono essere esatti altrimenti otterrete un sapone con uno sconto diverso da quello che vi aspettate.

Pesate poi l’acqua nel pentolino e cominciate ad aggiungervi la soda piano piano  mescolando finché l’acqua non tornerà trasparente. Cercate di non respirare i fumi che esalano dal pentolino. Versate sempre la soda nell’acqua e mai il contrario.

L’acqua una volta a contatto con la soda arriverà a toccare i 90 gradi quindi maneggiate con cura il pentolino e tenetelo lontano da cani gatti e bambini.

Mentre aspettate che la soda raffreddi (per accorciare i tempi conviene mettere il pentolino a mollo in una vaschetta d’acqua) pesate l’olio direttamente nella pentola e mettetelo sul fuoco, dovrà riscaldare fino ai 45 gradi. Quando anche la soda sarà a 45 gradi può iniziare la vera e propria saponificazione.

Versate lentamente la soda nell’olio e mescolate con il cucchiaio.

Poi cominciate a frullare con il frullatore a immersione, il sapone comincerà a cambiare colore e a farsi sempre più denso. Quando avrà raggiunto il nastro potete fermarvi. Per capire se il vostro sapone ha raggiunto il nastro basta vedere se il frullatore riesce a tracciare dei disegnini sopra il sapone come nella foto.

Non andate troppo oltre il nastro altrimenti il sapone verrà duro, la consistenza che deve avere prima di metterlo nei contenitori è su per giù quella della crema pasticcera.

Una volta sistemato nei contenitori il vostro sapone deve mantenersi al caldo per minimo un paio di giorni in modo da prendere consistenza. Avvolgetelo quindi in una coperta – prima è meglio mettere i contenitori tetrapak dentro un sacchetto di plastica – e tenetelo in un posto chiuso. Io ad esempio uso una borsa frigo rigida.

Dopo due giorni potete tagliare il vostro sapone. Tiratelo fuori dal tetrapak e con un coltellaccio da cucina fate delle fette spesse quanto desiderate.

Qui finisce il vostro lavoro, al resto ci penserà il tempo; il sapone deve infatti stagionare almeno un mese in un posto fresco e tranquillo, altrimenti utilizzandolo si consumerebbe troppo velocemente. Come il vino anche il sapone più stagione e meglio è, se conservato come si deve ovviamente.

Link utili

La prima è più importante fonte di tutte le mie informazioni sul sapone autoprodotto è www.ilmiosapone.it, qui troverete ricette, consigli utili e tabelle per calcolare la quantità di soda necessaria che  varia a seconda del tipo di olio che usate.

Ho anche comprato il libro Il mio sapone scritto dalle due autrici del  sito, utile per avere un’infarinatura generale prima di cominciare a produrre saponi.

Un altro sito interessante non solo in materia di sapone ma di auto produzioni in genere è www.lareginadelsapone.it

 

«L’uomo non vive solo di beni e servizi ma della libertà di modellare gli oggetti che gli stanno attorno».

Ivan Illich, Convivialità, 1973.

  1 commento per “Sapone autoprodotto

  1. 17 febbraio 2016 alle 18:51

    grazie, ci proverò sicuro …ho ancora un pò del mio olio….pensavo ad una cosa per aromatizzarlo all’arancia ……..che ne pensate se l’acqua per allungare la soda la lasciamo in infusione con la buccia di arancia ???grazie claudia

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